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Divin porcello

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Dai salumi al formaggio Bettelmatt, fino all’autoctono vigneto di Prunent, Massimo Sartoretti si fa interprete, produttore e difensore della tradizione.

Le valli ossolane sono un capolavoro della natura dove l’uomo, quando è intervenuto, lo ha fatto solo per viverci meglio, mantenendo intatte le caratteristiche e la storia del territorio. Ne è un esempio l’architettura dell’Osteria del Divin Porcello, che si è ampliata, anno dopo anno, senza mai alterare il modello costruttivo delle antiche case in pietra dell’Ossola. “Abbiamo ricavato spazi ben definiti, tra la reception, la grande e la piccola sala, l’enoteca e la cantina, le camere per gli ospiti” illustra Massimo Sartoretti, chef-sommelier e patron del locale. A questi spazi vanno però aggiunti i terrazzi dove si pranza in estate, con una splendida vista sulla valle. Oppure l’imponente tavolo di rovere, in pezzo unico, lungo una decina di metri e largo due, collocato in enoteca: “Non posso definirlo, come va di moda attualmente, il tavolo dello chef, ma è sicuramente il tavolo degli amici, dove tutti possono accomodarsi” racconta Sartoretti. In cucina, ad affiancarlo, lo chef Gianfranco Tonossi, un cuoco che, per scelta, non si è mai allontanato da questo suo territorio, condividendo appieno la filosofia di Massimo Sartoretti che punta a dar valore contemporaneo alla tradizione della cucina ossolana. Una cucina dai gusti decisi come gli gnocchi all’ossolana, con farina di castagne e sugo di arrosto, oppure le zuppe. “La nostra è una cucina conviviale che si esplicita nella lausciera: è il nome dialettale della pietra ollare su cui l’ospite fa cuocere, al tavolo, direttamente le carni, a suo piacimento” spiega il patron. Infine il nome. “Nasce dalla grande passione di mio padre, che aprì l’osteria, per i salumi. Quelli che serviamo arrivano tutti dal suo laboratorio, giù in paese”. Nel piccolo salumificio Giovanni Sartoretti tiene alta la bandiera di alcuni salumi tipici di questa terra: la mortadella Ossolana, simile al salame con una piccola aggiunta di fegato, il prosciutto crudo di montagna e il violino d’agnello, aromatizzati con una dozzina di erbe alpine che arrivano dalle malghe dove si produce l’autentico capolavoro delle valli ossolane: il formaggio Bettelmatt. Che al Divin Porcello non manca mai.

I ristoranti di questa provincia

Piemonte

Masera (VB)

Dove

Divin porcello
Borgata Cresta, 11
28855 Masera (VB)
Tel. 0324 35035
Cell. 348 2202612
E-mail. info@divinporcello.it
http://www.divinporcello.it

Info pratiche

Coperti: 60 interni e 15 esterni.

Carte di credito: tutte.

Ferie: variabili.

Chiuso: lunedì.

Costo Medio: 30 euro.