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Magiargè

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Una carta dei vini che non si dimentica, tradizione vivace a tavola e, come ingrediente segreto, la cultura dell’accoglienza dei padroni di casa.

“Siamo un’osteria tradizionale, con tanti vini e pochi piatti liguri, senza contaminazioni turistiche”. Così recita Mauro Benso, patron del locale dal 1 aprile 1996. Lo ascoltiamo e partiamo allora dalla carta dei vini per raccontarne il successo: il primo dato che salta all’occhio è che tutte le bottiglie, dalla mezza al magnum, possono essere acquistate nella doppia opzione “al tavolo” o “da asporto” e, in questo caso, con uno sconto pari al 20%; il secondo è la scelta di esporre le referenze per nazione a partire dalla Francia, per tipologia – bianchi e rossi – e per ordine alfabetico, dall’Arneis al Vitovska, dall’Aglianico agli Uvaggi; terzo, la totale assenza di trascuratezza. È una carta pensata davvero quella di Magiargè, dove trovano spazio una ventina di ottimi champagne, spumanti, birre artigianali, sessanta etichette liguri – in pratica una mini carta autoctona -, molte bottiglie internazionali, da meditazione e da fine pasto, uve biodinamiche comprese. La scelta di valorizzazione enologica, condivisa con la moglie Carmen, insieme a Mauro in sala, con il figlio Giacomo da poco in cucina e con Zaira Sbai, cuoca ufficiale da undici anni, si traduce anche nei menu, preceduti di rito da un buon aperitivo, “classico”, ad esempio con Pigato e salame Sant’Olcese, o “creativo” con Prosecco, blinis e caviale Oscietra Malossol, che accompagnano all’incontro con la materia prima stagionale e territoriale e il pescato fresco. Si può cominciare con il piccolo cappon magro o lo stoccafisso alla brabdacujon, serviti come antipasto, per proseguire con il risotto al ragù di moscardino e alga salicornia o i testaroli al pesto, proseguendo con il pescato del giorno o con capra e fagioli, lasciando uno spazio per fare il bis di dolci, tutti fatti in casa come le paste, magari con una fetta di torta al limone o la crema bruciata. Il locale si trova in centro, sulla piazzetta adiacente alla chiesa parrocchiale e il nome significa smargiassa, appellativo che, secondo la leggenda, fu dato dalle donne del paese alla principessa Ziadatalé, rapita nel XV secolo dal pirata saraceno Boabil e sbarcata sulle coste liguri, gelose della sua bellezza.

Liguria

Bordighera (IM)

Dove

Magiargè
Piazza Viale, 1
18012 Bordighera (IM)
Tel. 0184 262946
E-mail. viniecucina@magiarge.it
http://www.magiarge.it

Info pratiche

Coperti: 40 interni e 40 esterni.

Carte di credito: le principali.

Ferie: variabili in autunno.

Chiuso: giovedì.

Costo Medio: 40 euro.